Siediti, sdraiati, fai quello che vuoi ma prenditi del tempo per leggere questo articolo perchè è fondamentale. Il metodo è come la tecnica in una qualsiasi disciplina sportiva: se ce l’hai buona, allora fai la metà della fatica.
Il product manager è un ruolo professionale che deriva dal project management, pertanto è necessario che un product manager adotti delle metodologie di lavoro simili a quelle usate per la gestione di progetti.
Non mi interessa fare l’escursus sulle differenze tra i due ruoli, anche perchè credo che ad oggi non ve ne siano, se non per il tipo di perimetro in cui si ritrovano ad operare.
La cosa importante da ricordare è che il PM è un mini CEO/Direttore Generale, così come definito da Mintzberg(1985). Il Product Manager non è il responsabile del marketing aziendale, ma è piuttosto il direttore d’orchestra. Difatti il marketing è una funzione aziendale che viene gestita da più unità organizzative, pertanto è un’attività diffusa che deve essere coordinata tra tutti gli stakeholder, e nel mondo di oggi non è più identificabile con la sola direzione marketing. Serve quindi un coordinamento delle varie organizzazioni aziendali che avviene per mezzo di un manager integratore, per l’appunto il Product Manager. Il PM ha la responsabilità dei risultati di una gamma di prodotto ed è responsabile della predisposizione dei piani di prodotto (business plan), esecuzione operativa di essi, controllo dei risultati. Deve inoltre gestire le relazioni con fornitori esterni e, talvolta, con clienti. Quando si parla di più linee di prodotti, eterogenei tra loro ma riconducibili ad un segmento di mercato comune, si parla di Business Unit Manager, che di solito è inquadrato come Quadro, se non addirittura come Dirigente.
Concetti ripresi e modificati da ”Principi ed aspetti evolutivi de marketing aziendale”(Cozzi;Ferrero).
Insomma il PM è il politico aziendale che deve mettere tutti d’accordo e dettare il ritmo di voga e, sopratutto, far andare tutti verso la stessa direzione. A me piace definirmi come un ”ministro senza portafoglio”, difatti devi coordinare tutti senza avere alcun potere di comando verso queste funzioni (diverso per il BU che riveste un ruolo aziendale più alto, ma per ruolo, difficilmente si mette a coordinare tutti; normalmente tale compito è delegato al pm che in organizzazioni aziendali grandi è un sottoposto del BU).
Il PM ha il suo bel da fare dovendo coordinare tutti, quindi per non impazzire ed erogare un output di qualità, deve avere tre caratteristiche:
- Organizzazione: le attività devono essere ben organizzate. Crearsi un Gantt può aiutare moltissimo nella programmazione quotidiana, settimanale, mensile. Si deve ricordare che esiste un vincolo tecnico dettato dal tempo, pertanto tutto non si può fare. Come faccio io? Personalmente adoro la carta, perchè mi consente di staccare dal monitor del pc e sopratutto mi consente di ”uscire dal gioco”, respirare, e avere una visione strategica. Tutti i Lunedì mattina prendo un foglio a quadretti e lo divido in tre parti non omogenee che chiamo Emergenze-Gestione-Desiderato. Nelle emergenze metto tutte quelle attività che sono urgenti perchè stanno creando un danno e non possono essere rimandate, oppure devono essere risolte ne giro di 1 o 2 giorni al massimo; lo spazio dedicato a questa voce è molto ristretto, infatti se si è svolta una buona Gestione le emergenze sono nulle o poche. Inoltre il poco spazio funge da reminder: lavora bene e ci saranno poche emergenze (se hai un armadio piccolo, obbligatoriamente ci metti poca roba; non so se sono riuscito a passarvi il senso). Nella parte della Gestione invece inserisco tutte le attività principali che occupano l’80% del mio tempo. Sono attività che devono essere programmate, o portate avanti, o in chiusura. Qui vengono inserite tutte quelle attività che portano ad un valore o risultato nel breve periodo (1-2mesi). Se si lavora bene nell’area Gestione, allora si avranno poche emergenze (tranne quelle che avvengono per altri motivi che sono fuori dal nostro controllo). Infine c’è l’area del Desiderata, ossia tutte quelle attività che hanno effetti nel lungo periodo e che possono essere gestite anche in un secondo momento. Quando il tempo inizia a stringere, le attività dell’area Desiderata, passano nell’area Gestione. Infine, al temine di ogni settimana, faccio una statistica di quante attività ho portato a termine. Direi che stare sopra un 65% complessivo è un buon risultato. Sicuramente si deve stare sopra il 65% nell’area Gestione.

2)Politico: bisogna essere dei bravi politici o mediatori/facilitatori. Dovete avere la pazienza ed il carisma per guidare tutti verso un unico obiettivo. Per fare questo serve molta calma ( anche se a volte la pazienza scappa) e una buona capacità da mediatore. Leggetevi molti libri sulla comunicazione e sulla mediazione; anche se non vi renderanno dei mentalisti, vi aiuteranno a creare delle buone relazioni. Tra i vari libri di testo io vi consiglio : L’ARTE D’INTENDERSI OVVERO COME IMPARARE A COMUNICARE MEGLIO (Autore: BIRKENBIHL)
3) Project management: adottate tutte le tecniche di project management possibili. Dalla definizione del Business case, chiamato anche Project scope (o più semplicemente Obiettivo), alla definizione delle attività necessarie, alle risorse, ecc… Cercate di istruirvi da questo punto di vista. Non serve una certificazione PmP, ma è opportuno lavorare secondo tali criteri che consentono di avere quasi tutto sotto controllo.
Nel prossimo articolo parlerò proprio di quest’ultimo punto, allegando file exel che potranno aiutarvi nella vostra gestione operativa, in particolar modo nel quadrante Gestione.