Quando ci iscriviamo all’università, o intraprendiamo un certo tipo di percorso, lo facciamo pensando a chi potremmo diventare un giorno. Nella nostra testa, grazie al percorso che stiamo intraprendendo, abbiamo un’idea precisa di chi vorremmo essere e questa idea fiorisce in noi grazie ad una serie di stimoli esterni, come ad esempio film, libri, giornali, TV. Io ad esempio sono cresciuto con i miti di Gordon Gekko (personaggio cinematografico che rappresenta Wall Street), Rockfeller, Jobs, Buffet, ecc. Questi stimoli per come erano costruiti e raccontanti, avevano creato in me l’idea che un economista fosse un professionista di sicuro successo nel lavoro, che andasse in giro con giacca e cravatta firmati Armani, e che guadagnasse milioni di dollari in barba agli altri. Mai idea fu più sbagliata, e per fortuna alla fine della triennale cambiai pensiero grazie ad un video di Tiziano Terzani (vi invito a conoscerlo e guardare il video) che mi fece porre delle domande sulla nostra società e su chi volevo essere. Spero possa offrirvi degli spunti anche a voi.
Una delle prime lezioni che si dovrebbero tenere nei corsi di economia dovrebbe riguardare l’ Homo oeconomicus. Con tale concetto si identifica un soggetto (economista) che non prova sentimenti, un soggetto che in ogni aspetto della sua vita valuta il tutto con il metodo dei costi-benefici. Non è interessato agli altri, alla società, mantiene le promesse solo quando gli conviene, agisce secondo un comportamento che porta sempre il meglio per lui andando anche a discapito degli altri, senza remore.
Poi esistono gli economisti che lavorano per la società, studiando dei modelli o delle soluzioni che posso garantire una equa distribuzione del reddito. Economisti, o imprenditori, che lavorano giorno e notte pur di assicurare un lavoro e uno stipendio ai propri dipendenti, o imprenditori che se ne sbattono delle logiche di Piazza Affari e dicono apertamente che il profitto è nullo se non porta anche un benessere all’uomo (Cucinelli).
Potete scegliere chi essere: Homo oeconomicus o Leader.
Questo è il primo passo che dovrete compiere per decidere che PM volete essere. Influenzerà ogni vostra decisione, sia strategica che umana, perchè vi troverete a guidare delle persone, e le vostre scelte influenzeranno le loro vite.
Concludo questo articolo con un’altro spunto, questa volta di Robert Kennedy.

”Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. ”
Ci vediamo al prossimo articolo ” Pensare da economisti”, dove spiegherò gli errori più comuni nell’approccio ad un problema di tipo economico.